Chiese
Chiese / Gallipoli (LE)

Concattedrale di Sant'Agata

La basilica concattedrale di Gallipoli (Basilica Cathedralis S.Agathæ) è dedicata a sant'Agata patrona della città di Gallipoli e della diocesi. Si trova al centro e nel punto più alto dell'isola, sito probabilmente destinato ad area sacra sin dall'antichità. Per l'opera furono chiamati i costruttori locali Francesco Bischettimi e Scipione Lachibari, i quali seguirono il disegno dell'intera fabbrica realizzato da Giovan Bernandino Genuino. A causa dell'elevato numero di tele può essere considerata una vera e propria Pinacoteca. L'attuale chiesa è stata elevata a basilica pontificia minore nel 1946 da papa Pio XII, su richiesta del vescovo Nicola Margiotta. È sede di un'Arcipretura e di un Capitolo dei Canonici.


È una chiesa barocca del XVII secolo, riedificata in sostituzione dell'antica chiesa romanica intitolata a san Giovanni Crisostomo. Il canonico della cattedrale D'Elia sostenne che la Basilica risaliva al XII e quindi doveva avere uno stile normanno romanico-pugliese. Nel 1629 si distrusse l'antico tempio e si pose la prima pietra della nuova Chiesa, alla presenza dell'arciprete Michele di Valandia, alto prelato del Capitolo, supplente del vescovo Rueda assente.
Un'iscrizione posta dall'allora vescovo di Gallipoli Oronzo Filomarini (posta oggi sopra l'entrata della sacrestia) spiega l'origine della Cattedrale, un tempo dedicata a San Giovanni Crisostomo.
Il prospetto, in carparo, è diviso in due ordini. Il primo si presenta scandito da lesene-paraste scanalate di ordine dorico intervallate dai portali di accesso alle navate e dalle nicchie contenenti le statue di sant'Agata, di san Fausto e di san Sebastiano. Sotto alla statua di san Sebastiano è presenta la scritta latina: «ISTEQUE MORBO L1BERAT URBEM». Il secondo, per cui furono adottate soluzioni fornite dall'architetto leccese Giuseppe Zimbalo, ospita, in corrispondenza delle due nicchie presenti nel piano inferiore, altrettante nicchie, inquadrate da decorate cornici leggermente timpanate, in cui trovano sistemazione le statue di santa Marina, a sinistra, e di santa Teresa d'Ávila, a destra. Fra le due paraste ioniche si apre un grande finestrone a nido d'ape mentre sui riccioli delle volute di raccordo sono impostati i busti dei santi Agostino e Giovanni Crisostomo. Il prospetto culmina con un frontone su cui è posta la data 1696, anno in cui venne completato
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40.0548969 - 17.9760255999



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